Ero in un piccolo paese dell’Appennino emiliano il giorno del passaggio del Giro. Un borgo di trecento anime che per ventiquattro ore era diventato il centro del mondo ciclistico. Bar stracolmi, bandiere rosa ovunque, un’energia che non avevo mai visto in quel luogo. Il sindaco mi ha detto: “In un giorno abbiamo avuto più visitatori che in tutto l’anno scorso”. Questa è la magia del Giro d’Italia, una corsa che non si limita a premiare il ciclista più forte ma trasforma i territori che attraversa. I numeri del 2025 confermano questa potenza: 2,1 miliardi di euro di impatto economico complessivo.

La Promozione del Territorio

Quando il Giro d’Italia arriva in una località, porta con sé le telecamere di oltre 190 paesi in tutto il mondo. Le riprese aeree degli elicotteri mostrano paesaggi mozzafiato, borghi storici arroccati sulle colline, montagne maestose innevate, coste spettacolari. È una promozione turistica che nessuna campagna pubblicitaria tradizionale potrebbe eguagliare, né per impatto emotivo né per rapporto costo-efficacia.

Le regioni lo sanno bene, e competono per ospitare partenze e arrivi di tappa. Pagano quote significative agli organizzatori, ma considerano l’investimento ampiamente ripagato dalla visibilità ottenuta. Un arrivo in cima a un passo dolomitico vale milioni di euro in pubblicità equivalente, raggiungendo un pubblico globale di appassionati di ciclismo e di viaggi.

L’effetto non si esaurisce durante la corsa. I luoghi attraversati dal Giro entrano nell’immaginario collettivo degli appassionati, che spesso tornano in seguito per percorrere le stesse strade sui propri pedali. Il cicloturismo, come abbiamo visto, vale 6,4 miliardi di euro all’anno in Italia, e il Giro contribuisce a indirizzare questi flussi verso le località che ha fatto conoscere.

L’Export del Made in Italy: 2,5 Miliardi

Il dato più sorprendente emerso dall’analisi approfondita di Banca Ifis riguarda l’impatto sulle esportazioni italiane nel mondo. Il valore dell’export generato attraverso il Giro d’Italia supera i 2,5 miliardi di euro all’anno. Come è possibile che una corsa ciclistica generi un simile impatto sul commercio estero? La risposta sta nel potere straordinario del brand Italia associato all’eccellenza sportiva.

L’89% dei tifosi stranieri che hanno seguito il Giro 2025 ha dichiarato di aver acquistato prodotti italiani dopo la corsa. Non solo biciclette e componenti, ma vino, cibo, moda, design. Il Giro funziona come una vetrina del Made in Italy, mostrando paesaggi, città, prodotti in un contesto di eccellenza sportiva che trasferisce valori positivi.

Raffaele Zingone di Banca Ifis ha sintetizzato il concetto: lo sport genera valore non solo economico ma anche sociale, e il Giro d’Italia ne è un esempio virtuoso grazie a una storia di oltre cent’anni. Non si tratta solo di vendere prodotti, ma di costruire un’immagine paese che poi si traduce in preferenze d’acquisto è in turismo.

I Tifosi Stranieri è il Loro Impatto

Oltre 1,5 milioni di tifosi stranieri hanno assistito dal vivo al Giro d’Italia 2025, posizionandosi lungo le strade del percorso per vedere passare i campioni. Vengono da tutta Europa e ben oltre: tedeschi, olandesi, belgi, britannici, americani, australiani, giapponesi. Portano con sé portafogli aperti e una passione che li spinge a spostarsi lungo il percorso della corsa, pernottando in località diverse ogni notte per tre settimane.

Il 45% di questi tifosi ha dichiarato di aver migliorato la propria opinione dell’Italia dopo aver assistito alla corsa. È un dato significativo: il Giro non solo attrae chi già ama il nostro Paese, ma convince anche gli scettici. L’accoglienza, i paesaggi, l’atmosfera di festa lasciano un’impressione positiva che si traduce in passaparola e in futuri ritorni.

La spesa media di questi tifosi stranieri e particolarmente elevata rispetto al turista medio: alloggi spesso in strutture di qualità, ristoranti dove gustare la cucina locale, acquisti di prodotti tipici da riportare a casa come souvenir, noleggio auto o biciclette per seguire la corsa. Un impatto economico diretto che si distribuisce lungo le tre settimane di corsa è che beneficia soprattutto le piccole economie locali delle zone interne, spesso lontane dai grandi circuiti turistici tradizionali e per questo particolarmente grate dell’attenzione.

Casi Studio: Regioni Trasformate dal Giro

Alcuni territori hanno costruito una vera strategia di lungo periodo attorno al passaggio del Giro. L’Alto Adige, ad esempio, ospita regolarmente tappe di montagna spettacolari e ha sviluppato un’offerta cicloturistica completa che attrae visitatori tutto l’anno grazie a infrastrutture dedicate. Le salite rese famose dalla corsa rosa — Stelvio, Passo Giau, Tre Cime di Lavaredo, Passo Sella — sono diventate autentiche mete di pellegrinaggio per ciclisti appassionati provenienti da tutto il mondo.

La Puglia ha usato il Giro per riposizionarsi come destinazione ciclistica, sfruttando il clima mite e i paesaggi unici del Salento e della Valle d’Itria. Le tappe pugliesi degli ultimi anni hanno attirato l’attenzione internazionale su una regione prima associata principalmente al turismo balneare.

Anche piccoli borghi sconosciuti hanno beneficiato enormemente del passaggio della corsa rosa. Località che prima erano ignote ai più sono diventate toponimi familiari per milioni di appassionati di ciclismo in tutto il mondo, con effetti duraturi e misurabili sul turismo locale che si protraggono negli anni successivi. È un modello virtuoso di promozione territoriale attraverso lo sport che altre manifestazioni sportive cercano costantemente di replicare, spesso senza riuscire a raggiungere lo stesso livello di successo e di impatto.

Prospettive per il Futuro

Il Giro d’Italia ha ancora margini di crescita nel suo impatto economico e turistico. Gli organizzatori stanno lavorando per aumentare la copertura televisiva, espandere la presenza sui social media, creare esperienze per i tifosi che vadano oltre la semplice visione della corsa.

Paolo Bellino, amministratore delegato di RCS Sports, ha confermato che i dati dimostrano come il Giro sia uno strumento concreto di sviluppo del territorio e di promozione del Paese. Il valore di 2,1 miliardi tiene conto dell’impatto immediato e di quello indiretto, che si sviluppa nei mesi e negli anni successivi.

La sfida per gli organizzatori sarà mantenere e accrescere questo impatto positivo mentre il ciclismo e i media evolvono rapidamente. Le nuove generazioni consumano lo sport in modo diverso rispetto ai loro genitori, privilegiando contenuti brevi sui social media rispetto alle lunghe dirette televisive, e il Giro dovrà adattarsi per restare rilevante e attrattivo. Ma la base costruita in oltre un secolo di storia è solida: poche manifestazioni sportive al mondo possono vantare un legame così profondo e autentico con il territorio e un impatto economico così misurabile è significativo per l’intero sistema Paese.

Come il Giro d"Italia promuove il turismo nelle regioni attraversate?

Il Giro porta le telecamere di 190 paesi nei territori attraversati, offrendo una promozione turistica senza pari. I luoghi mostrati entrano nell"immaginario degli appassionati, che spesso tornano come cicloturisti.

Qual e l"effetto del Giro sull"export del Made in Italy?

Il Giro genera oltre 2,5 miliardi di euro di export. L"89% dei tifosi stranieri acquista prodotti italiani dopo la corsa, attratti dall"associazione tra eccellenza sportiva e qualità del Made in Italy.