Durante un’intervista a un team manager qualche mese fa, gli ho chiesto quanto costasse mantenere una squadra World Tour. Ha sorriso e mi ha risposto: “Quanto vuoi spendere per vincere il Tour de France?”. La risposta, in termini concreti, e impressionante: nel 2025, le 18 squadre del massimo circuito ciclistico mondiale hanno un budget complessivo di 570 milioni di euro, con una media di 32 milioni a squadra. Numeri che nel 2021 sembravano fantascienza, quando la media era di 20 milioni. Il ciclismo professionistico è diventato un business da centinaia di milioni, e capire come funziona aiuta a comprendere le dinamiche di questo sport.
Il Budget Complessivo: 570 Milioni
I dati raccolti da Sport e Finanza e Il Sole 24 Ore fotografano un settore in forte crescita finanziaria, con numeri che solo pochi anni fa sembravano irraggiungibili. Le 18 squadre World Tour movimentano insieme 570 milioni di euro all’anno, tra stipendi dei corridori, staff tecnico sempre più numeroso e specializzato, logistica delle trasferte intercontinentali, materiali all’avanguardia e costi operativi quotidiani. È un incremento del 60% rispetto al 2021, quando il totale si aggirava sui 360 milioni.
Questa crescita riflette diversi fattori convergenti. L’aumento degli stipendi dei corridori di punta, trainati dalla concorrenza tra squadre per accaparrarsi i migliori talenti. L’espansione degli staff tecnici, con nutrizionisti, preparatori atletici, analisti di dati che prima non esistevano. Gli investimenti in tecnologia, dalle gallerie del vento per testare le posizioni aerodinamiche ai software per l’analisi delle prestazioni.
Ma c’è anche un altro fattore: l’ingresso di nuovi capitali nel ciclismo. Fondi di investimento, miliardari appassionati, aziende che vedono nel ciclismo un veicolo di marketing globale hanno portato risorse fresche che hanno alzato l’asticella per tutti. Chi non riesce a stare al passo rischia di scivolare fuori dal World Tour.
La Media per Team: 32 Milioni
Trentadue milioni di euro all’anno: questa è la media per una squadra World Tour nel 2025. Ma la media nasconde disparità enormi. Le squadre di vertice — UAE Team Emirates, INEOS Grenadiers, Visma-Lease a Bike — superano abbondantemente i 40-50 milioni. Quelle più piccole faticano a raggiungere i 20 milioni, il minimo per competere a certi livelli.
Ho analizzato la struttura dei costi tipica di una squadra World Tour. Gli stipendi dei corridori assorbono circa il 60-70% del budget totale. Il restante si divide tra staff (direttori sportivi, meccanici, massaggiatori, medici), logistica (trasporti, alloggi, trasferte), materiali (biciclette, componenti, abbigliamento) e costi generali (amministrazione, marketing, sede).
La voce stipendi è quella più variabile. Una squadra con un campione da 8 milioni come Pogacar ha una struttura di costi completamente diversa da una che punta su corridori solidi ma non di primissima fascia. È una scelta strategica: investire tutto su un fuoriclasse sperando che vinca i Grandi Giri, o distribuire le risorse per essere competitivi su più fronti?
I Team con i Budget Maggiori
UAE Team Emirates e INEOS Grenadiers si contendono il primato della squadra più ricca del mondo. UAE, sostenuta dal fondo sovrano degli Emirati Arabi, ha costruito un roster stellare attorno a Pogacar, senza badare a spese. INEOS, di proprietà del miliardario britannico Jim Ratcliffe, ha investito massicciamente nella tecnologia e nella profondità del roster.
Visma-Lease a Bike, la squadra olandese di Vingegaard, rappresenta un modello diverso: budget elevato ma costruito attorno a sponsor commerciali tradizionali piuttosto che a ricchezze individuali. È una squadra che deve fare risultati per giustificare gli investimenti, mentre UAE e INEOS possono permettersi una visione più a lungo termine.
Le squadre italiane, nel World Tour attuale, non esistono più come entità autonome. I corridori italiani sono distribuiti in team stranieri, è questo riflette anche la difficoltà di trovare sponsor disposti a investire le cifre necessarie per competere ai massimi livelli. La pressione fiscale italiana, come vedremo, gioca un ruolo non secondario in questa situazione.
Le Fonti di Finanziamento
Da dove arrivano i soldi per finanziare una squadra World Tour? Le fonti sono diverse e variano da team a team. La sponsorizzazione principale — il title sponsor che da il nome alla squadra — copre tipicamente il 50-70% del budget. Poi ci sono gli sponsor tecnici (biciclette, componenti, abbigliamento), che forniscono materiali e talvolta contributi economici.
Alcune squadre hanno alle spalle proprietà dirette: fondi di investimento, aziende che gestiscono la squadra come asset strategico, imprenditori che considerano il ciclismo una passione prima che un business. In questi casi, le perdite operative vengono coperte dal proprietario, è la pressione sui risultati può essere minore o diversamente orientata.
I premi delle corse rappresentano una quota marginale del budget. Vincere il Tour de France porta circa 500.000 euro, una cifra importante ma irrisoria rispetto ai costi complessivi. Il vero valore delle vittorie sta nella visibilità generata, che giustifica gli investimenti degli sponsor e ne attira di nuovi per le stagioni successive.
L’Evoluzione dal 2021
Il confronto con il 2021 rivela la velocità del cambiamento. In quattro anni, il budget medio è passato da 20 a 32 milioni, un incremento del 60%. Nessun altro sport professionistico ha visto una crescita così rapida in un periodo così breve. Il ciclismo sta vivendo una fase di espansione finanziaria senza precedenti.
Questo boom ha avuto conseguenze positive e negative. Da un lato, gli stipendi dei corridori sono aumentati, le condizioni di lavoro sono migliorate, il livello tecnico delle squadre si è elevato. Dall’altro, le barriere all’ingresso sono diventate altissime, rendendo quasi impossibile per nuove squadre entrare nel World Tour senza capitali enormi.
Il rischio è che il ciclismo diventi uno sport per pochi ricchissimi, perdendo quella dimensione popolare che lo ha sempre caratterizzato. Le squadre Continental, il secondo livello del professionismo, faticano sempre più a competere per i talenti migliori, attratti dalle sirene economiche del World Tour. È un equilibrio delicato da mantenere.
Il Futuro dei Budget nel Ciclismo
Dove sta andando questo trend? Le previsioni parlano di una stabilizzazione nei prossimi anni, dopo la crescita tumultuosa del periodo 2020-2025. L’UCI sta discutendo meccanismi di controllo dei costi, simili a quelli introdotti in Formula 1, per evitare che il divario tra squadre ricche è povere diventi incolmabile.
Ma la storia dello sport insegna che limitare la spesa è sempre estremamente difficile quando ci sono interessi economici in gioco. Finché ci saranno proprietari disposti a investire cifre importanti per vincere e per la visibilità che ne deriva, i budget continueranno a crescere. E il ciclismo, con la sua esposizione mediatica globale su tutti i continenti e il suo pubblico appassionato e fedele, resta un investimento attraente per chi cerca visibilità internazionale e prestigio. La sfida per il futuro sarà mantenere la competitività sportiva in un contesto di crescente disparità economica tra le squadre.
